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Prima di metterti in sella controlla le previsioni! 

 

 

MAURIZIO DORO

SOCIO ONORARIO

Maurizio Doro, in occasione della conclusione del NATURAID SARDEGNA, che ci ha visti protagonisti con la attiva collaborazione dei nostri bikers, é stato insignito della divisa Sardinia Mountain Bike.

 

 

 

TORE, WLADIMIRO E ANTONIO

Il mio naturaid inizia “lontano”: siamo a Luglio quando Antonio e Salvatore mi mi fanno sapere che vi é la possibilità di partecipare al Naturaid 2009. Sono tentato e allo stesso tempo "preoccupato"non avendo mai messo piede in un ambiente così particolare, inoltre dovrò mettere da parte qualche giorno di ferie togliendolo alla famiglia...

Temporeggio ma nel frattempo inizio a cercare le località che si dovranno toccare, mappe e informazioni per capire che tipo di terreno dovremo affrontare, le temperature che troveremo in quel periodo.
Dopo qualche giorno esce il programma 10 giorni: che sfiga, non ho tutti quei giorni di ferie per quel periodo..."Ragazzi se si riesce ad accorciare di qualche giorno sono dei vostri

altrimenti aspetterò il prossimo treno…sempre se ci sarà una prossima volta !”
Nel frattempo trovo le mappe per il mio navigatore e inizio le esplorazioni virtuali del deserto… sotto l’ombra dell’ombrellone, al mare ! Qualche mese più tardi, siamo a Settembre, ricevo una mail da Antonio dove si riprende la discussione sulla fattibilità del tour partenza 25 Ottobre e rientro 1 Novembre: era saltata la gara Naturaid per cui al suo posto era stato possibile organizzare il Tour Draa Valley.
Faccio due conti, e scopro che riesco a utilizzare 4 giorni e mezzo di ferie per coprire l’intero periodo, breve consulto familiare per il “lasciapassare”, verifica della validità del passaporto, tutto OK, prontiii !!!
Chiamiamo Maurizio per avere dei dettagli sul trasferimento aereo e ci propone un ponte spagnolo ( aeroporto di Girona ) per raggiungere Marrakech, la nostra meta.
Effettuate le prenotazioni iniziamo con la check-list del materiale da portare con noi e prenoto gli scatoloni dal nostro negoziante di fiducia. Alcuni giorni prima del viaggio Maurizio ci bombarda la cassetta postale con le varie info ( utilissime ) per la preparazione al viaggio: INFO N° 1, INFO N°2, etc, etc.

Sabato 24 – CAGLIARI – GIRONA
Arriviamo al 24 Ottobre, finalmente si parte sono le 21.30 e siamo in attesa del volo che ci allontanerà dalle nostre famiglie per circa una settimana: alcuni giorni prima Giovanna ( mia moglie ) mi chiede informazioni su come comunicare una volta giunto in Marocco, la risposta sorge altrettanto spontanea alla domanda, siamo nel deserto, non comunicheremo se non quando sarà possibile!
In realtà la copertura GSM è abbastanza buona e mi permetterà di inviare con regolare frequenza notizie sul mio stato di salute: tutto bene, il culo regge, pranzo ottimo, paesaggi meravigliosi, bacioni !
Sbarchiamo a Girona, ci rechiamo subito a ritirare i bagagli e le nostre preziose Bike che fremono dentro gli scatoloni, sono le 23.00 : cerchiamo un posticino tranquillo dove riposare considerando che l’indomani mattina abbiamo il volo alle 6.00 per Marrakech. Troviamo una serie di panche libere dove ci stendiamo cercando di prendere sonno e allo stesso tempo di non farci fregare i bagagli.
Sono le due del mattino Antonio è già finito in catalessi ed io e Salvatore non riuscendo a dormire fissiamo l’orologio cercando di spingere le lancette in avanti: proprio dopo un’ora di sforzi, sono le tre del mattino, iniziamo a vedere le lancette dell’orologio che scorrono al contrario per riposizionarsi sulle due del mattino…sfiga volle che il 25 Ottobre era previsto il ripristino dell’ora solare. Rassegnati ci dirigiamo verso il bar dove troviamo un cappuccino incandescente e delle discrete paste “simil strudel”.
Si materializzano finalmente le sei del mattino e ci fiondiamo al check-in: tre bagagli e tre bike pronte per l’imbarco. Saliamo sull’aereo e già ci sembra di sentire il profumo delle spezie marocchine, il suono delle trombette degli incantatori di serpenti, il caos di tutte le grosse città nordafricane…

Domenica 25 - GIRONA - MARRAKECH
Passano poche ore dal decollo e siamo a Marrakech, primi !
Maurizio e il resto della compagnia di cui “ignoriamo” la composizione ci raggiungeranno nel primo pomeriggio arrivando dalla fredda Milano. Mustapha è fuori che ci aspetta con l’inconfondibile cartellino Naturaid, ci avviciniamo, breve saluto in un italiano-francese-arabo e caricati i bagagli sul fuoristrada ci dirigiamo verso la nostra casetta marocchina: sembra una casa campidanese ( tipica abitazione sarda ), con un grande giardino e un loggiato attorno al quale si intravedono camerette e bagno, ci sembra di essere a casa, ma in Sardegna !
Arriva Aziz con i bicchierini e la teiera per la prima dose di the alla menta: è tanto buono che facciamo il bis.
Scartiamo le nostre biciclette, sistemiamo i bagagli per recuperare un po’ di vantaggio sulla sera e poter andare in giro per Marrakech tranquilli.
Dopo mezz’ora primo contatto con la realtà Marocchina: la contrattazione con il tassista per arrivare nella piazza Koutubia con relativa moschea e dirigerci successivamente verso la mitica Djemaa El-Fna dove la mattina si svolge un grande mercato con prodotti di ogni genere e nella sera diventa una mega “rosticceria” ambulante.
Facciamo un piccolo giro furtivo per non essere assaltati da incantatori di serpenti e altro, controllati gli orologi sentiamo il richiamo delle nostre pancine vuote. Sono le 12,30, si va alla ricerca di un posticino tranquillo per saggiare i piatti marocchini: Cous Cous , Tajine, datteri, varie ed eventuali.
Uno dei tanti ragazzi appostati per strada ( il classico butta-dentro ) ci indica un ristorantino tranquillo situato al secondo piano di un edificio il cui ingresso risulta affacciato su una stradina molto stretta: tentiamo la fortuna ( che quando abbiamo cercato ristoranti non ci ha mai abbandonato ) e ci presentiamo al cameriere chiedendo un tavolo per tre: il ristorante è carino: una serie di salottini e cuscini fanno da cornice ai tavoli in legno scuro, apparecchiati dei soli bicchieri. Nel pavimento fanno la loro bella figura tanti tappeti che sembra di essere ad un bazar del tappeto.
Il cameriere con i suoi baffetti neri e le sue prorompenti orecchie che sembrano due antenne paraboliche, vestito con una camicia rossa di seta e dei pantaloni neri, si avvicina e ci propone le specialità: optiamo per due Cous Cous uno vegetariano e uno royal e come secondo due tajine con montone e verdure.
Chiediamo al cameriere di assaggiare una dolce marocchino o dei datteri e ci presentano un piattone con sul fondo del cavolo, ornato da scaglie di dattero e granella di mandorla ( buonoooooo) dopo un po’ arriva con la teierona incandescente e i caratteristici bicchierini e via con le evoluzioni, sempre più in alto…senza perdere una goccia del prezioso the alla menta
Sono le 14,30 quando decidiamo di pagare il conto e inoltrarci dentro il suk: una marea di profumi e colori di accoglie, iniziamo la nostra perlustrazione cercando di schivare i vari motorini e le bici o i carretti che transitano senza alcun problema in mezzo alla gente ( per lo più turisti ).
Si trova di tutto e per tutti i gusti: pellami, spezie, capi d’abbigliamento, giocattoli, oggetti in legno d’ulivo, animali, dolciumi vari: anche la mitica lana d’acciaio dei primi ambulanti di trent’anni fa o forse più. Giriamo e rigiriamo sino alla nausea: Antonio parte per uno dei suoi giri alternativi, Ho visto una stradina, proviamo ? Gli diamo retta ma dopo poco ci ritroviamo dentro un labirinto, una sorta di rete per i tonni, sempre più stretto da cui cerchiamo di uscire al più presto !
Per rientrare alla base ci dirigiamo verso la moschea Koutubia al fianco della quale si trova un meraviglioso giardino con tanti roseti ben curati, raggiungiamo le vecchie mura e chiediamo al primo tassista di passaggio di riaccompagnarci non senza prima avere contrattato l’importo: 15 Dirham abbiamo pagato per venire e 15 Dirham ti daremo per ritornare, e non fare il furbo!
Arriviamo verso le 17,00 alla casa dove troviamo la prima sorpresa: si tratta di Milva, ragazzona over 40 di Reggio Emilia che ci racconta delle sue partecipazioni a tour in terra sarda e nel mondo.
Ci sentiamo un po’ a disagio perché noi generalmente pedaliamo tutto l’anno entro i confini fisici dell’isola sarda…tranne qualche puntata nel continenente italiano.
Aspettiamo di conoscere il resto del gruppo che Milva ci anticipa essere composto da Giuliano e Giorgia due simpatici neo sposini del Trentino, Cristiana, Eleonora e Fabiana.
Fatte le presentazioni di rito iniziamo a sballare gli scatoloni dei nostri compagni di viaggio, iniziano le prime risate divertite di Eleonora, le prime battute sui diversi imballaggi per rompere il ghiaccio.
La sera cenetta ristoratrice e Maurizio che ci delizia con i racconti dei suoi viaggi avventura precedenti: ma quante ne ha fatto !
Lunedì 26 - MARRAKECH – ANIMITER
E’ il 26 Ottobre siamo pronti: caricate le bike in macchina non senza qualche problema, si parte verso il passo Tizi-n-Tichka a 130 km da Marrakech (2260 m).
Davanti a noi un paesaggio spettacolare: a valle la strada costeggia le case costruite con mattoni di fango e paglia, vegetazione composta da alberi di eucaliptus, palme da dattero, e piante di fichi d’india. Per strada incrociamo oltre ai fuori strada dei turisti, carretti trainati dai muli, motorini che ricordano i nostri califfoni 50 cc e biciclette, tante biciclette. Si intravedono in lontananza le montagne con colori che vanno dal giallo al rosso al verde…
Arrivati al passo scendiamo per le foto di rito e successivamente proseguiamo per alcuni chilometri sino a raggiungere il punto in cui procederemo con le MTB.
Finalmente si pedala, percorriamo qualche chilometro e subito il primo incidente: Eleonora intenta a parlare con Maurizio, probabilmente poggia la ruota anteriore su un sasso che smosso, le fa perdere il controllo e via a terra…per fortuna la ragazzina è forte e si procura solamente qualche escoriazione, beata lei, io con una caduta del genere mi sarei come minimo lussato una spalla…
Continuiamo a scendere, a scattare foto e a pedalare, ad un certo punto vi è una deviazione sulla destra dove ci attendono i nostri autisti e cuochi, siamo giunti a Telouet.
I bambini corrono a vedere chi siamo e scorrazzano dietro i cespugli per non farsi vedere, noi con le nostre fotocamere cerchiamo di rubare delle loro immagini ma loro scappano non appena sentono il motorino dell’obiettivo in funzione. La tavola imbandita è costituita da un tappeto rosso con attorno i materassini che utilizzeremo anche la sera dentro le tende, piatti in ceramica posate e bicchierini da utilizzare per il the, l’acqua e udite udite: la Coca Cola !
Ripartiamo nel pomeriggio alla volta della Kasbah successivamente una breve escursione alla salina dove Salvatore ha una visione: una gnocca incastonata nella roccia, è la più grande che abbiamo mai visto, è lunedì e la crisi di astinenza inizia a dare le prime visioni.
Successivamente proseguiamo verso il villaggio di Animiter presso il quale verrà allestito il campo base con tanto di tende igloo e tendone per cena e colazione. La cosa che più ci colpisce in questo villaggio sono le donne indigene e le ragazzine piegate in due dal carico di fascine di mais e sacchi di datteri con gli uomini che le seguono con indifferenza. E’ una prassi che ritroveremo anche in altri villaggi.
La serata parte tranquilla e Mustapha, prima guida, esercita le sue doti di intrattenitore e giocoliere con il primo indovinello e successivamente con il giochino dell’uovo: si tratta d rovesciare un uovo dentro un bicchiere senza toccarlo con le mani. Gli unici che riusciranno nell’impresa saranno Cristiana e Giuliano, oltre che naturalmente Mustapha !
La notte in tenda è relativamente tranquilla: infatti gli ululati dei cani randagi e il vento freddo che scuote le pareti della tenda mi fanno immaginare un attacco di terroristi che squarciano le tende e le nostre gole…per fortuna stò sognando, mi sveglio di soprassalto e decido di infilarmi la felpa e il pantalone lungo da trekking, mi rigiro e via a ronfare sino alle 5,30 quando l’urlo del Muezzin mi sveglia “Appuuu nauuuuuuu chiiii tiiiii deppisiiiiii scidaiiiiiii a pregaaaaii” , l’urlo del Muezzin risveglia anche gli asini del circondario che iniziano a ragliare in coro…

Martedì 27 - ANIMITER – AIT BEN HADDOU.
Secondo giorno, mega colazione con pane marmellata di fichi e di fragole, latte condensato, nescaffè solubile, the. Si parte verso Ait Ben Haddou su una pista sterrata che costeggia le montagne e il fiume lungo la Valle di Ounila: tutt’attorno montagne di un colore rosso che sono interrotte dal verde della valle; quì si scorgono i sistemi di canalizzazione dell’acqua, preziosissima risorsa di questa terra arida.
Costeggiamo anche diversi villaggi berberi dalle case con i caratteristici muri di paglia e fango, come se fossero scavate nella roccia . Ora iniziamo a incrociare anche diverse macchine escavatrici che stanno allargando e spianando le piste per poterle poi asfaltare. Effettuiamo una sosta presso un Bed & Breakfast marocchino che ci offre due dischi di pane e un tajin di uovo e formaggio, oltre che il the verde alla menta. Dopo la sosta riprendiamo il viaggio sino ad arrivare al campo sosta per il pranzo. Mustapha e Abdul hanno organizzato un “pic nic” vicino ad un ruscello nel quale approfittiamo per immergere i piedi accaldati e impolverati.
Proseguiamo più avanti per visitare la fattoria, ricca di mosaici, con diversi decori sui portoni e sul soffitto: qui il custode si offre di scattare la foto al gruppo con la “chiave della città” appesa in alto al gruppo che emette l’urlo di battaglia, NATURAID !
La sera arriviamo presso Ait Ben Haddou per visitare la relativa Kasbah e dove ci aspetta la seconda doccia del tour e lo spettacolo delle percussioni. Dalla Kasbah è possibile iniziare ad ammirare gli immensi spazi aperti del deserto marocchino, che si colorano di rosso al tramonto, una bellissima cartolina !
Mercoledì 28 - AIT BEN HADDOU –AGZD
Il terzo giorno ci permette di superare rispettivamente OUAZARZATE e dopo poco più di una cinquantina di chilometri percorsi tra palmeti di datteri e vaste zone desertiche a pernottare presso AGDZ all’interno di un palmeto di datteri. Piazzare le tende oramai non è più un segreto, Mustapha e Abdul ci consegnano il sacchetto con tutto il materiale per allestire il campo e si dedicano alla cena. Il gruppo è sempre più affiatato e le battute riempiono il tendone all’ora della cena…Mustapha ci ripropone il gioco dei quadrati costruiti con i bastoncini…Sembra di essere al ritrovo delle giovani marmotte !

Giovedì 29 – AGDZ - TIMSLA
Con Salvatore ci svegliamo all’alba al richiamo del Muezzin“Appuuu nauuuuuuu chiiii tiiiii deppisiiiiii scidaiiiiiii a pregaaaaii” e controllato la situazione attorno a noi ci dirigiamo verso le palme da dattero più vicine e cariche dell’oro del marocco ( dopo l’olio di argan ), iniziamo a staccare un dattero, poi un altro e un altro ancora: sembra che cogliere il dattero all’alba, lo renda più delizioso e sfizioso.
Entriamo nella vallata del fiume Draa dove le montagne ci sorprendono con i loro colori dal verde al giallo al rossiccio, un vero arcobaleno…Visitiamo delle cascate situate in fondo ad una gola e successivamente dopo un pranzo a base di peperoni e sardine riprendiamo il nostro cammino di avvicinamento a Timsla attraversando villaggi il cui ritmo è lento e l’innovazione tecnica indietro di diverse decine d’anni.
I bambini non appena ci scorgono corrono giù dalle montagne per salutarci e per chiederci una stilo o un dolcetto. Ci guardano incuriositi a cavallo delle nostre bike, non riusciamo a capire come loro possano scorrazzare a piedi nudi sulle pietre, Antonio e Salvatore si fermano spesso a dialogare e scherzare con loro…Io mi limito a fotografare considerato che non parlo una parola di francese.
All’arrivo a Timsla io, Salvatore e tre “gazzelle” ci rechiamo verso il fiume per una bagno ristoratore mentre Antonio e Giorgia vanno in cerca di datteri: ne acquisteranno una cassetta da 10 kg per una manciata di Dirham. Al nostro rientro al campo troveremo un piatto pieno di krapfen appena sfornati e il “solito” delizioso beverone nazionale, the alla menta: oramai siamo dipendenti del the in Marocco come del caffè ristretto in Italia.

Venerdì 30 – TIMSLA - ZAGORA’
Si viaggia su un magnifico pistone desertico: l’umore è sempre più alto Maurizio ci guida verso l’ultima meta, superiamo un villaggio dove troviamo con nostra sorpresa dei venditori di pesce, lungo il precorso veniamo affiancati da un gruppetto di ragazzi che ci scortano per alcuni chilometri, tra un villaggio e l’altro.
Incrociamo alcuni muli carichi di contenitori di plastica diretti verso un pozzo in cui già si abbeverano dei dromedari, il paesaggio è sempre più desertico, solamente alberi di acacia con le ben note spine bianche grosse e lunghe pronte a trafiggere le nostre gomme.
L’aria calda asciuga velocemente la gola e ci costringe a diverse soste per il rabbocco delle borracce. Effettuiamo l’ultima sosta del pranzo all’ombra di una rado palmeto, Eleonora esibisce le sue tecniche di fasciatura…mentre Milva approfitta dell’ombra per schiacciare un pisolino…uno dei tanti.
Ripartiamo dopo l’ultimo sorso di the. Verso Zagorà e arriviamo dopo una ventina di chilometri al camping dove ci attende la sorpresa del giorno o meglio della notte: dormiremo dentro una vera tenda berbera !
Lasciati i bagagli sotto la tenda ci apprestiamo per l’ultimo strappo verso la vera meta la “duna promessa”. Ci infiliamo sulla strada per la duna un lungo rettilineo di circa 15 km asfaltato con qualche pendenza ma soprattutto controvento: il primo gruppetto composto da Salvatore Antonio Maurizio, Cristiana e Fabiana si lancia in testa e allunga mentre io rimasto a metà aspetto il rientro di Eleonora, Giuliano e Giorgia per comporre un trenino da ricongiungere ai battistrada.
Dopo qualche chilometro Fabiana si stacca da gruppetto degli scalmanati e l’accogliamo sul nostro trenino, io sono sempre davanti a tirare gli inseguitori, Giuliano mi raggiunge in testa e tira per qualche centinaio di metri ma poi ritorna dietro a coprire con la sua scia Giorgia.  Ci fermiamo per qualche foto alle montagne sulla nostra destra visto che il sole volge al tramonto velocemente, riprendiamo la corsa per cercare d raggiungere le dune prima del tramonto e dopo una mezzoretta siamo lì, ad accoglierci Maurizio con un abbraccio e i complimenti per avere portato a termine il NATURAID.
Qualche foto di rito e via sulla duna con i crampi che stanno per partire sulle nostre gambe oramai sfinite.
La gioia è tanta e lo spettacolo che ci si presenta al tramonto è meraviglioso. Ultime foto sino a bloccare le fotocamere con la sabbia rossa della duna che si infila da per tutto…e non vi dico fin dove l’ho trovata…
Ancora una mezz’oretta, siamo tutti sulla duna a fotografare tutto e tutti, il rientro al camping avverrà sui fuoristrada sempre presenti a proteggerci…

Sabato 31 – ZAGORA – MARRAKECH
400 chilometri a bordo dei fuoristrada con delle soste nei vari negozietti per i souvenir, serata a Marrakech in centro per ultimi acquisti e per il saluto alla città che ci ha accolto per due notti.

Domenica 1 – MILANO -CAGLIARI
Si rientra a casa sfogliando le foto sul display della fotocamera digitale, evocando i ricordi di questa magnifica avventura. Alla prossima !

Wladimiro Scalas
 

 

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