HomeAssociazioneEscursioniCorsi di GuidaItinerariGareViaggi/Avventure

Forum   Mercatino   Meteo   Links   Contattaci

 

 

Prima di metterti in sella controlla le previsioni! 

 

 

MAURIZIO DORO

SOCIO ONORARIO

Maurizio Doro, in occasione della conclusione del NATURAID SARDEGNA, che ci ha visti protagonisti con la attiva collaborazione dei nostri bikers, é stato insignito della divisa Sardinia Mountain Bike.

 

 

 

 

2012

 

Venerdì 20 Aprile.

Finalmente si parte…Dopo giorni di estenuanti rinvii a causa del maltempo, il Ciclone Lucy ci ha perseguitato a lungo, prendiamo il treno per Olbia. Si parte da casa in MTB con tanto di bagagli al seguito, tanta buona volontà e curiosità di scoprire questo tracciato che ci porterà dalla costa orientale a Nord-Est (Olbia), a quella occidentale (golfo di Oristano) e poi di nuovo a quella orientale a Sud-Est (Pula).

Mastro Marino aveva pianificato tutto alla perfezione, degno del miglior Tour Operator: a dire il vero il B&B di Olbia a un “giro di pedali” dalla stazione, l’avevo rimediato io tramite google earth durante le planate di ricognizione sulle tracce abilmente disegnate dal Mastro Marino, ribattezzato poi da Fabrizio Project Manager della spedizione.

Arrivati ad Olbia una capatina “all’ultimo minuto” dal negoziante Cicli Fancello per la sostituzione della corona media “34” di Fabrizio che faceva le bizze, gentilissimo ha fatto gli straordinari per noi. Preso possesso del B&B il “Gennargentu22”, scaricate le amatissime MTB, ci dirigiamo subito per una pizza ristoratrice dopo il lungo trasferimento in treno.

Sabato 21 Aprile. 1a Tappa

Partiamo alla volta di Monte Pino, massiccio granitico, poco fuori  la città di Olbia, la prima impegnativa salita, giusto per capire che cosa ci aspettava. Si prosegue attraverso mulattiere, sterrate, perfino una vecchia ferrovia in un tracciato spettacolare, sino alle porte di Tempio Pausania dove ci attende un acquazzone che ci costringerà ad una sosta forzata presso un distributore per strizzare le salopette e mangiare un boccone. Facciamo a tempo a dedicare 10 minuti alle nostre bikes le cui trasmissioni hanno dato brutti segnali con scricchiolii sinistri a causa dell’acqua presa e del sabbione granitico che vi si era incollato sopra. Dopo circa un’oretta la pioggia lascia spazio ad un timido sole che ci permette di riprendere il cammino verso la cima coppi della giornata, il Monte Limbara e i suoi 1.200 m, da superare se vogliamo arrivare a Berchidda. Attraversata la bella cittadina di Tempio, ci rilassiamo nel tratto di asfalto in discesa che conduce alla fonte di Rinagius che ci permette anche di asciugarci. Qui finisce il relax. La salita è lunga e impegnativa, meno male che alcuni tratti permettono di salire anche con il mitico 34, quello posteriore ( il mio preferito): è incredibile l’aderenza delle nostre bici, si sale piano ma si sale, una 20ina di kg a testa sul portapacchi aumentano l’aderenza ma anche il rischio di capottare assieme alla bici. Arriviamo piano piano sempre più su, sino alla località di Valliciola, dove degli splendidi esemplari di sequoie mi riportano alla mente paesaggi molto lontani ( e non ancora visitati ). Sembra di sognare, ma il sogno è presto interrotto da una simpatica signora ultrasessantenne che ci scanzona richiamando una vecchia pubblicità: Turista fai da te ? No Alpitur, ahi ahi ahi ! Sorridiamo e continuiamo il nostro cammino verso la vetta. In realtà la serata è umida e una nebbia si alza fitta suggerendoci di scendere a valle ed evitare di “circumpedalare” la vetta del Monte Limbara. Effettuato l’ultimo breve tratto di salita sui ciottoli (a spinta!), ritroviamo il sentiero che ci riporterà verso Berchidda, giusto in tempo per una foto ricordo all’imbrunire davanti alla chiesa prospiciente la Piazza del Popolo. Percorsi  96 km, dislivello accumulato 2.550 m.

Domenica 22 Aprile. 2a Tappa

Riposati e rifocillati a dovere ( magnifica la Zuppa Berchiddese della sera prima) si riparte in direzione Pattada per proseguire successivamente verso Foresta Burgos. E’ la tappa più  impegnativa dal punto di vista altimetrico. La caratteristica principale di questa tappa è il superamento della soglia dei 1.100 metri in diversi tratti denominati da Fabrizio “Dentini”. Il primo scoglio è il Monte Lerno, splendida area forestale tra i graniti che sconfina in territorio di Buddusò,  da cui si scende in direzione Pattada per poi risalire in territorio di Bono dove il Monte Rasu è l’asperità dominante. Incontriamo tre splendidi esemplari di muflone, Antonio ci stava per sbattere contro, e poco dopo una tartaruga che ci taglia la strada, con lei riusciamo a fare qualche scatto. Ci fermiamo a Pattada a rifornirci di viveri presso il gentilissimo Tommaso dell’ Hotel Ristorante Liberty: sformati di ogni genere per nostro vegetariano, salsiccia secca e pecorini conditi ad arte con vari sapori, frutta. Purtroppo non possiamo trattenerci, sono quasi le 19.00 e abbiamo ancora tanta strada da fare.  La sera scende lenta e arriviamo a circa 20 km dalla fine tappa, la Foresta di Burgos all’imbrunire. Accese le luci proseguiamo in un continuo ed estenuante saliscendi in mezzo alla foresta, si alza il solito nebbione, questa volta veramente fitto, si va avanti solo con il gps. Comunque non ci impedisce di giungere a destinazione se non dopo un tentativo di volo da parte mia: avevo scelto come pista di decollo un avvallamento longitudinale sul terreno, opportunamente mimetizzato dalla scarsa luce della mia torcia anch’essa a corto di energie, anche se l’atterraggio si è concluso nel migliore dei modi.

Arrivati a Foresta Burgos, sono le 22.30, sguainate le nostre tendine super tecnologiche da un posto, iniziamo a infilare i picchetti che si piegano inesorabilmente alla seconda martellata: il terreno su cui avevamo scelto di pernottare era costituito da ghiaia compattata che non si faceva trafiggere di certo dai nostri picchetti in duralluminio ultraleggeri ma deboli. Anche questa volta Fabrizio aveva del materiale “standard” (picchetti in acciaio) che ci hanno permesso di tirare alla meglio su le tende e bivaccare al calduccio.  Percorsi  89 km, dislivello accumulato 2.850 m.

Lunedì 23 Aprile. 3a Tappa

Siamo al terzo giorno di “avventura” ci aspetta il tappone da 150 km. Da Foresta Burgos continuiamo a percorrere il Goceano sempre in quota sino a Badde Salighes, deserta ma sempre affascinante con il suo viale e la bella ed enigmatica Villa Percy che racconta un pezzo della storia delle ferrovie in Sardegna. Da qui, dopo qualche decina di km, iniziamo a scendere ed arriviamo a Bortigali dove facciamo la sosta pranzo e rifornimento cambusa. Ogni stop ci consente (linea permettendo) di mandare qualche foto fatta con il cellulare su Facebook, ci siamo resi conto che diversi  amici ci stanno seguendo, la cosa un po’ ci inorgoglisce ma nel contempo ci  sentiamo quasi obbligati a raggiungere gli obbiettivi dichiarati, infatti spesso ci diciamo: “ormai dobbiamo portarla a termine, che figura ci facciamo altrimenti?”. Ripartiti attraversiamo prima Birori poi Macomer. Senza soste passiamo per la località Sant’Antonio sino a San Leonardo di Siete Fuentes. Qui, visto l’abbondanza di acqua, rabbocchiamo borracce e camel ed iniziamo la salita che ci porterà sino a Badde Urbana. Un po’ di relax sulle vette, tra Mte Urtigu ed Elighes Uttiosos poi la lunghissima discesa sulla “bia ‘e Iosso” sino a Santa Caterina di Pittinuri.  Purtroppo i tempi di percorrenza  all’interno della pineta di Is Arenas si sono allungati a tal punto che siamo arrivati allo stagno di Cabras al tramonto inoltrato, praticamente al buio. Avevamo deciso di andare a trovare gli amici Gianni Mureddu “Il biker Maratoneta” e Giovanni Simbula noto “Trattore” e… avevamo anche un certo appetito per cui abbandonata la strada costiera, ci siamo reimmessi nell’asfalto per proseguire in direzione Riola Sardo, Nurachi, Cabras in un finale degno delle migliori corse a cronometro a squadre. Giunti all’END POINT della giornata il  BlogBar di Gianni Mureddu. Un finale di tappa ricco di sorprese, dal colorato B&B Sa Cottilla alle pietanze a base di mare consumate presso il BlogBar, dopo avere sorseggiato la freschissima birra offertaci da Giovanni Trattore. Percorsi  125 km, dislivello accumulato 2.050 m.

Martedì 24 Aprile. 4a Tappa

Siamo oramai al giro di boa, dopo avere percorso circa 320 km ci aspettano le ultime tre tappe: da Cabras a Montevecchio, da Montevecchio a Domusnovas e da Domusnovas a Pula. Le temperature iniziano a salire, e il soprasella inizia a dare le prime avvisaglie. Dopo la abbondante colazione presso il B&B Sa Cottilla, il caffè al BlogBar, salutiamo gli amici e riprendiamo il cammino verso Villaurbana, un tratto di sterrate pianeggianti in mezzo campi verdeggianti e prati fioriti. Prima di Villaurbana un incontro con una pattuglia dei Carabinieri, curiosi per le nostre bici stracariche, ci fa fare una breve pausa. La salita verso Mte Arci è lunga e impegnativa a tratti ci costringe a spingere a piedi, io ho problemi con il cambio posteriore che non mi permette di inserire il 34…Infatti su una delle tante rampe, cerco di resistere ma vado in stallo e la bici mi si rivolta contro facendomi rischiare un salto mortale carpiato all’indietro: risultato una botta al polpaccio destro. Antonio e Fabrizio salgono regolarmente con il loro rapportino agile. Finalmente scolliniamo a quota 600 m e ci fermiamo per una sana pausa di ristoro presso la sorgente Abueu in agro di Pau. Si procede poi in discesa verso Morgongiori  e le campagne circostanti. La ciliegina finale un lungo e tortuoso, stretto tornante in discesa che, purtroppo, si apprestano ad asfaltare.  Arriviamo ai piedi del Mte Arci presso Tanca Tamis, adesso ci aspetta di “guadare” la piana del Campidano in direzione Pabillonis. Lunghe e rettilinee sterrate che costeggiano campi di grano, vigne, prati  per arrivare a lambire i mostri di Pabillonis: gli aerogeneratori di nuova generazione, tanto enormi quanto silenziosi e tenebrosi, soprattutto al tramonto. Percorriamo i nostri ultimi chilometri in salita all’imbrunire verso Montevecchio: per strada  troviamo Nino che ci aspetta premuroso e ci dà appuntamento alla scuola della vecchia zona mineraria con viveri di ogni genere, pasta, caffè, biscotti, pane, formaggi, insomma tutto l’occorrente per cucinarci una deliziosa cenetta. C’è anche la doccia calda ristoratrice tra le sorprese di Montevecchio, tutta la sede del Club Piccalinna per noi e le stufe disponibili per stemperare il fresco della sera. Ci laviamo, mangiamo, scherziamo, ci rilassiamo, e per finire ci infiliamo nei sacchi a pelo per una bella dormita rigenerante. Nino meriterebbe un monumento! Percorsi  98 km, dislivello accumulato 1.650 m. 

Mercoledì 25 Aprile. 5a Tappa

Ci svegliamo con tutta calma (così come è stato i giorni precedenti), abbondante colazione (anche questa fornitaci da Nino), sistemati i bagagli, lavata e oliata la bici e si parte per la penultima tappa. La bellissima facile sterrata ci conduce da Montevecchio verso il sito minerario di Ingurtosu, bellissimo villaggio minerario ben ristrutturato e conservato, forse il miglior esempio di arte mineraria in Sardegna. Proseguendo verso la località di Scivu, con le sue maestose dune, e di Portixeddu sino ad arrivare per la pausa pranzo a Buggerru. Stiamo percorrendo di nuovo un tratto, tra i più belli, della costa occidentale dell’isola, una zona caratterizzata dalla presenza di importanti testimonianze dell’attività mineraria dell’isola. Miniere, villaggi minerari, scavi, porti nati per trasportare via mare i minerali, tutto girava attorto all’attività estrattiva che rappresentava la più importante risorsa economica di quest’area.  A Bugerru ci sfamiamo con delle squisite pizzette al taglio che Fabrizio abilmente recupera in un locale a lui conosciuto durante le sue scorribande, il sole scalda nonostante la giornata di maestrale, siamo felici.  Terminiamo il pranzetto con un caffè e riprendiamo il salitone cementato che da Buggerru ci riporterà verso Grugua per uscire a Sant’Angelo, dove riprendiamo per alcuni chilometri l’asfalto verso il Tempio di Antas. Foto ricordo e si risale verso Baueddu e poi al villaggio di Arenas dove abbiamo ammirato i restauri delle vecchie case minerarie. Da qui inizia l’ltima discesa della tappa che ci porta a Sa Duchessa, tralasciando la salita verso Perda Niedda prevista che, conoscendo bene la zona, riteniamo meno interessante.Arrivati a Domusnovas decidiamo di proseguire verso Villamassargia per trovare l’amico Manolo che ci avevano contattato alcuni giorni prima. Oltre Manolo, una nuova e gradita  sorpresa ci aspettava, niente popò di meno che il FacoceRino del Sulcis si materializzava con pane carasau, formaggio piccante e  una bottiglia di vino cannonau. Preso possesso della camera nell’antico B&B Gioiosa Guardia, ci organizziamo per una ottima pizza i buona e graditissima compagnia di amici. Un’altra bella serata passata tra scherzi, racconti e risate. Percorsi  94 km, dislivello accumulato 2.450 m.

Giovedì 26 Aprile. 6a Tappa

Ultima giornata di sofferenza per le nostre povere chiappette. Rino si presenta in tenuta da Biker puntuale come un rolex, ci coccola e ci  fotografa. Usciamo subito da Villamassargia e passiamo per s’Ortu Mannu, un vecchio oliveto comunale dove troneggia “Sa Reina” (la Regina) un millenario maestoso olivo che merita di fermarsi per una foto con noi  piccoli bikers ai suoi piedi. Passiamo al villaggio minerario di Orbai, brulicante di operai al lavoro, poi arriviamo al villaggio di Rosas e qui una meritata pausa al bar dove abbiamo anche l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con il sindaco del comune di Narcao (al quale appartiene Rosas) con cui ci siamo complimentati per avere ridato lustro a questa magnifica struttura mineraria, un vero gioiello incastonato nel basso Sulcis. Qui salutato Rino che deve rientrare ad Iglesias e proseguiamo verso Santadi e quindi Pantaleo. Altra pausa “di riflessione” prima di affrontare la massacrante salita verso Punta Sebera. Molti di noi la conoscono e sanno quanto è impegnativa in condizioni normali, figurati con ulteriori 20 kg di bagagli e 550 chilometri nelle gambe!

Il caldo è insopportabile e l’aria bollente: ci prepariamo, la sosta è finita. Si parte.

Pian piano, in tutti i sensi, arriviamo in due ore alla sommità, Antonio trova anche il tempo di giocare con una biscia che si è fatta trovare per errore lungo il percorso. Lungo la discesa verso Is Molas avvistiamo due splendidi esemplari di cervo che facevano merenda lungo il percorso. Rotoliamo dolcemente in discesa verso la meta, Pula, dove arriveremo verso le 19.00. All’ingresso sulla via principale variegate bandierine appese sulla strada ci accolgono, vogliamo pensare che siano per noi, dopotutto ce le siamo meritate! Ci fermeremo nella piazza principale a brindare la conclusione della nostra piccola avventura. Ci raggiungono Giovanna e Gianna che festeggeranno con noi il raggiungimento del nostro obbiettivo: arrivare a concludere il percorso in 6 giorni. MISSIONE COMPIUTA!!! Percorsi  in tappa 81 km, dislivello accumulato 2.250 m.

Percorsi in totale  582 km, dislivello accumulato 13.850 m in 6 giorni.

 Alcune riflessioni di Fabrizio

Ma c’è una cosa che vorrei dire, vorrei aggiungere i ringraziamenti ai miei due compagni di viaggio.

Sono stati i compagni di viaggio ideali. Questi sei giorni sono stati sei giorni all’insegna dell’allegria e  della spensieratezza, abbiamo sofferto nelle salite (io tanto..) abbiamo sofferto, la pioggia e  il caldo, ma non c’è stato in questi sei giorni un solo momento, in cui non eravamo una squadra, ogni decisione, ogni scelta è stata presa e condivisa da tutti sempre con una battuta finale, e col sorriso sulle labbra. Quindi, GRAZIE  RAGAZZI !!!

Grazie Antonio, Il project Manager, della spedizione. Ottima forma e indiscussa conoscenza dei sentieri.

Grazie Wladi, lo stratega, sempre in traccia, e sempre pronto a filmare e documentare tutto (anche se voleva le mie cadute nei guadi……) . Con il suo Garmin (in molte occasioni superiore all’ottimo TWO NAV).

A questo punto direi che squadra vincente non si cambia,  ci resta sempre da Nord a sud lungo la costa EST…… io l’ho buttata………..

 Wladimiro, Fabrizio e Antonio

Contributo Video

Raccolta Foto:  Wladimiro - Antonio -Fabrizio

 

            


 

FORUM

Uno spazio interattivo a disposizione dei soci e di tutti gli appassionati della MTB.

 

 

 

 

 

 

© Sardinia Mountain Bike - La Sardegna in MTB