Un Viaggio Indimenticabile

  • 30 Maggio - 2 GIUGNO 2015

    Partiamo dalla fine, cioè dall'emozione data dai ricordi che mi affiorano mentre scrivo. Guardo le foto e rivivo le giornate passate, prima in sella, poi nei luoghi di soggiorno e ristoro e poi di nuovo in sella la mattina successiva. Un cammino itinerante, lungo paesaggi splendidi e sempre differenti. Un'equa alternanza di strade asfaltate, sterrate, singletrack, salite e discese tecniche, insomma per tutti i gusti, per la soddisfazione di tutta la compagnia. E veniamo alla cronaca del viaggio.

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  • GIORNO 1 - 30 Maggio 2015 Si parte sabato mattina prestissimo, almeno nel caso del nostro equipaggio, capitanato dal pilota Carlo. Dopo quasi quattro ore di auto, arriviamo a Santa Teresa, dove, dopo aver caricato i nostri pesanti borsoni nell'auto di supporto guidata dai fratelli Salis, ci imbarchiamo alla volta di Bonifacio. E' la mia prima volta in Corsica e ascolto con piacere i racconti entusiasti di chi c'è già stato. A partire da Carlo, che già mi aveva anticipato lungo il viaggio in auto, Monica, che da esperta trekker ha vissuto la montagna corsa in passato, ai fratelli Salis, veterani innamorati della terra cugina di Sardegna. Eppure anche per loro arriveranno emozioni nuove, quelle date dalla nostra amata "vélo", perché sarà una novità poter pedalare in quei percorsi che già hanno conosciuto.

    Arriviamo dunque a Bonifacio, tempo di sbarcare, pronti, via e dopo poche decine di metri abbiamo il primo guaio tecnico, Roberto F. rompe la catena. Nessun problema, siamo preparati al peggio ed una semplice catena non ci preoccupa. E' così che nel tempo di un caffè, la bici è nuovamente pronta a partire. Facciamo un breve giro nelle strette e suggestive vie del paese, poi la pausa pranzo lungo la strada, quindi la partenza vera e propria del nostro cammino. All'inizio l'asfalto, poi prima deviazione su strada sterrata e così inizia anche l'avventura in off-road. Ma ecco che dopo appena 16 km, si presenta ancora un guaio meccanico. Stavolta tocca a Pino, neo socio, iscritto appena prima del viaggio e desideroso di unirsi anche lui alla conquista dell'isola francese. Purtroppo, il guasto della sua bicicletta è piuttosto importante. Inspiegabilmente, in un semplice e banale rettilineo, qualcosa fa rompere il cambio posteriore, gabbia divelta e puleggia danneggiata, rottura del forcellino, rottura di tre raggi e per non farsi mancare nulla pure una foratura. Diciamo che se avessimo voluto fare un corso accelerato di riparazione meccanica, probabilmente non saremmo riusciti a pensare a tanti danni tutti insieme.

    Insomma, ci dedichiamo oltre un'ora di tempo e comunque riusciamo a rimettere in funzione la bicicletta. Non è stato semplice, ma grazie all'esperienza e alla forza del team, ognuno con il proprio contributo ha partecipato alla riuscita della riparazione. Continua dunque il nostro viaggio sino alla fine della prima tappa, quando arriviamo al "Les Bergeries de Piscia", una sorta di agriturismo in mezzo alla natura in località Figari. Il posto è bello e particolare, forse anche troppo, colmo di pezzi artistici in legno e pietra. Per noi avventurieri sembra un'oasi nel deserto, ci accoglie nel migliore dei modi, dandoci ristoro ed il meritato riposo.



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  • GIORNO 2 - 31 MAGGIO 2015 Il risveglio è incredibile, apro le tende e vedo l'alba in mezzo ad un paesaggio splendido, sarà la prima carica di energia. Segue un'ottima e abbondante colazione, qualche foto, la pulizia della bici e poi in sella. Abbiamo perso un pedalante, perché il guasto alla bici di Pino non consente di poter continuare il percorso con la riparazione di fortuna del giorno prima. Poco male, grazie ad Efisio che mette a disposizione la propria bici, da qui in poi proseguiranno l'avventura a turno, facendo la staffetta nei momenti di congiunzione con l'auto di supporto. Tornando al percorso, nella giornata odierna facciamo delle sterrate diverse dal giorno prima, i paesaggi simil-Sardegna, prevalentemente di macchia mediterranea e bassa vegetazione, lasciano il posto ad una foresta di pini e alberi alti.

    La giornata sarà lunga e lo sappiamo, dobbiamo infatti percorrere oltre 60 km e ascendere per circa 1800 m. Infatti inizia subito una lunga salita su asfalto che ci conduce sino al passo di Col de Bacino, a quota 809 m. Dopodiché un tratto in discesa e poi ancora una breve salita sino al villaggio di Carbini. Facciamo una pausa, perché il percorso è impegnativo, ma decidiamo di affrontare prima di pranzo un'altra lunga salita, stavolta su sterrato.

    La scelta è piuttosto azzeccata, perché il dislivello non è banale e il sole picchia forte, ma alla fine raggiungiamo la località de L'Ospedale, ad oltre 900 m di quota. Troviamo quindi un punto ristoro e, dopo aver fatto scorta di Pietra preziosa (si tratta della "cara" e famosa birra corsa), diamo compenso ai nostri affamati stomaci. Riparte la marcia dei quattordici alla volta di Col de Bavella, la nostra meta del giorno. Affrontiamo dunque una lunga sterrata per lo più pianeggiante, dove a far da sfondo troviamo delle alte cime sovrastanti la strada. Alla fine giunge un bivio,le energie stanno finendo e solo pochi temerari scelgono la via più ardua, affrontare un single in salita, che dovremo percorrere anche il giorno dopo in discesa. Faccio parte anch'io del piccolo gruppo di cinque che, guidato dal maestro Antmar, può godersi uno scorcio mozzafiato, le alte cime illuminate dal sole che si dirige verso il tramonto.

    La salita diventa così meno spiacevole, fermarsi a fare foto su foto diventa d'obbligo e ci consente di prendere fiato. Arriviamo alla fine a quota 1300 m, sarà il punto più alto raggiunto durante tutto il viaggio. Nel frattempo, il resto del gruppo, passato sulla direttissima per Bavella in asfalto, ha raggiunto l'ostello o, come si chiamano questo tipo di strutture da queste parti, gite d'etape. Un'ora dopo arriviamo anche noi e, dopo esserci sistemati nelle camere rimaste, ci facciamo una calda doccia rigenerante. Anche questa tappa può dirsi conclusa, resta solo da fare una passeggiata per il piccolissimo villaggio, bere una Pietra e fare qualche foto, poi tutti a mangiare. Dopo cena ancora spazio per una "bionda" in un localino vicino all'ostello, dopodiché cala il sipario di questa lunga e faticosa, ma altrettanto appagante giornata.

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  • Giorno 3 - 1 GIUGNO 2015 Oggi il risveglio è più pesante di ieri, sento la stanchezza dei chilometri e delle salite del giorno prima. Il sonno non è stato eccellente e ho un po' di mal di testa. Per fortuna, dopo una doccia ed una bella colazione, il corpo si accorge che è ora di svegliarsi, così le energie iniziano a tornare, giusto in tempo per la partenza. Dopo una breve salita, tutti insieme partiamo per il divertente single che in pochi abbiamo fatto il giorno prima, dopodiché entriamo nel bosco e continua la nostra lunga discesa. Ovviamente, anche la salita non tarda ad arrivare ed ecco presentarsi innanzi a noi dei muri di cemento che ci fanno riscaldare in un battito di ciglia. Dopo una serie di rampe, giungiamo vicino ad un laghetto scenografico, dobbiamo per forza fermarci qua a riposare e scattare qualche foto. Si riparte e stavolta, la nostra ottima guida ci fa una sorpresa grandiosa, un singletrack nel sottobosco, fantastico. Siamo tutti a bocca aperta, saliscendi a non finire, tratti tecnici alternati ad altri scorrevoli, per tanti chilometri di pura goduria. Finisce il sentiero e dopo qualche chilometro ancora ci troviamo nel paesino di Quenza, dove ci fermiamo ad ammirare un'affascinante villa abbandonata. Neanche il tempo di programmare la pausa pranzo e squilla il telefono di Antonio.

    Ancora una volta un guasto, stavolta è la bici di Efisio che rompe il forcellino. Le noie meccaniche sembrano non volerci dare pace. E' così che decidiamo di fermarci per pranzo nel piccolo paese. Troviamo un simpatico ristoratore che parla bene l'italiano e che in poco tempo ci prepara una tavolata all'aperto. Ancora una volta il team di meccanici si fa trovare pronto e grazie anche all'esperienza di Antonio e alla fortuna di aver avuto un forcellino compatibile, riusciamo a mettere in sesto la bici di Efisio. Si riparte, breve visita ad una chiesetta campestre di epoca romanica e poi parte la seconda sorpresa del giorno, un bellissimo sentiero in mezzo ai boschi. Per non farci mancare nulla anche un po' di portage, certo faticoso, ma il posto è talmente bello da non farci sentire la fatica. Qui abbiamo modo di vedere ancora altre due chiesette antiche. Il percorso continua su asfalto, attraversiamo i paesetti di Livia e Carbini, dove siamo passati vicini anche il giorno prima, e altri suggestivi villaggi di pochi abitanti. Ancora una serie una serie di discese e salite su asfalto, poi ci avviamo alla fine del percorso. Dapprima, con una sterrata scorrevole che affrontiamo tutti compatti e con buon ritmo, poi un ultimo tratto ancora di asfalto pianeggiante e finalmente arriviamo nella bellissima location che ci ospiterà per l'ultima notte. Siamo arrivati alla "Domaine de Pero Longo", un B&B nella provincia di Sartene. Abbiamo a disposizione dei piccoli appartamenti molto accoglienti, puliti e con tutti i comfort. Dopo la notte scorsa all'ostello, ci sembra davvero un lusso. Anche la cena è ottima e abbiamo la possibilità di scegliere tra più portate.

    Anche questa giornata giunge al termine, siamo parecchio stanchi, anche perché abbiamo affrontato la tappa più lunga del viaggio, un tracciato di ben 85 km.

  • Giorno 4 - 2 GIUGNO 2015 Ultimo giorno in terra corsa. La colazione alla Domaine de Pero Longo non sfigura rispetto alla cena della sera prima, sia per abbondanza che per qualità. Tempo di rinfrescarci, solito rito di preparazione cibarie di viaggio e pulizia bici e poi di nuovo in sella. La direzione è quella del mare e così in poco tempo ci troviamo a far visita alla bella spiaggia di Cala di Roccapina, dove l'acqua è cristallina e la sabbia fine e bianchissima. Ancora una volta ci ricorda la nostra amata terra sarda. Percorriamo una serie di sentieri costieri molto interessanti perché a ridosso del mare, ma poi dobbiamo arrenderci alla natura che ci costringe a rimettere le nostre ruote sul più tradizionale asfalto. Anche oggi maciniamo un chilometro dopo l'altro, pare che la stanchezza ormai non si senta più. Percorriamo una strada che ricorda la litoranea che da Quartu porta a Villasimius, dove la visuale sul mare è sempre presente. Pausa nel paese di Pianotolli per l'acquisto del cibo per il pranzo, dove uscendo dal market noto lo stupore di chi mi vede con in mano una bella lattina di Ichnusa fresca. Anche qui è arrivata la contaminazione sarda. Ci dirigiamo dunque verso Bonifacio, ma non prima di aver fatto la meritata pausa pranzo all'ombra delle piante in riva al mare. Qualcuno ne approfitta per una nuotata rigenerante. Ripartire con il sole di oggi è difficile, fa tanto caldo e siamo tutti abbastanza abbrustoliti e tra l'altro diversi di noi iniziano a vedere la fine della riserva idrica. Potrebbe sembrare finita, ma c'è tempo per un'altra sorpresa, un sentiero divertentissimo dai panorami mozzafiato appena a fianco al mare. Percorriamo così gli ultimi chilometri della nostra avventura e Antonio mette la ciliegina sulla torta al Tour de Corse, un'adrenalinica "scalinata" di pietre che ci porta direttamente dentro Bonifacio in prossimità del porto. Qui ci racconta la sua scoperta, un taglio di necessità che ha dovuto affrontare nella sua esplorazione per poter prendere in tempo il traghetto che partiva. Il viaggio in bici è concluso, possiamo bere le ultime Pietra fresche, scattare un foto di gruppo e festeggiare con un brindisi il grande Antmar, per averci guidato in questa splendida e riuscitissima avventura.

    Chiudo facendo menzione dei compagni di viaggio. Come dicevo in un altro post, queste avventure servono anche a conoscere meglio le persone con le quali condividi certe emozioni. Quel che resta dunque non è solo il ricordo dei momenti di pedalata e di ammirazione per quanto visto, ma anche il rapporto umano che accresce il valore dell'esperienza vissuta. Saluto quindi:











    - Antmar, la nostra grande guida che con la sua immensa esperienza ha organizzato in maniera eccellente l'avventura.
    - Carlo, con il quale ho condiviso il viaggio in auto, ci siamo conosciuti meglio e chiacchierando abbiamo reso meno pesante il lungo trasferimento.
    - Monica, oltreché essere simpaticissima, ho scoperto essere pure un'autentica sportiva, veramente tenace e forte, a volte difficile tenere i suoi ritmi, complimenti!
    - Rino, qualsiasi avventura, escursione o semplice giro in bici ha un valore aggiunto con un compagno come lui, esperto pedalatore, ma anche persona ricca di esperienza e dalla battuta sempre pronta.
    - Giuseppe, il nostro glorioso segretario, anche lui sempre disponibile ad aiutare e chiudere il gruppo, nonché assistere Antonio nelle fasi amministrative del viaggio.
    - Toniful, che dire, non ha bisogno di presentazioni, ho ancora male agli addominali per quanto mi ha fatto ridere. Completa egregiamente il trio con Rino e Carlo, insieme realizzano spettacoli di cabaret esilaranti.
    - I fratelli Fois, Romeo e Roberto, con loro mi diverto sempre a chiacchierare, stavolta abbiamo anche fondato il gruppo degli inseguitori, sempre compatti nelle dure salite su asfalto.
    - Andrea e Laura, ci conoscevamo poco e sono felicissimo di scoprire la loro simpatia, grazie anche alla condivisione della stanza all'ostello e del tavolo "dependance" durante l'ultima cena.
    - Roberto P. e Giannicola, i due amici del sassarese, ottimi pedalatori e simpatici compagni d'avventura.
    - I fratelli Salis, Efisio e Mario, due ottime persone dalla disponibilità infinita, che hanno lavorato egregiamente e senza compenso per far riuscire al meglio la nostra avventura.
    - Pino, neo iscritto, un po' di sfortuna stavolta, ma alla fine hai completato anche tu l'avventura riuscendo anche a pedalare.

    A tutti voi, grazie per la compagnia e speriamo di poter replicare presto, au revoir!

    cliccando sul mio nome otterrete il link del fotoracconto:



    Paolo Murgia

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